ars lineandi 2016-2017 Stampa E-mail

Associazione culturale arslineandi

9 INCONTRI DI ARCHITETTURA ORGANICA VIVENTE

CORSO DI APPROFONDIMENTO 2016/17

Sala delle Arti, presso l’asilo Colle Fiorito, via Stazione 10, Rovereto (TN)

Il Corso di Approfondimento si articola in 9 incontri a cadenza mensile più un'uscita didattica.

Il tema dell'anno è "L' APPLICAZIONE CREATIVA DELL'ARCHITETTURA ORGANICA VIVENTE ".

Il corso ha una duplice caratteristica: si presenta da un lato come un percorso di formazione di base di facoltà di sensibilità per la Forma e per gli altri elementi del linguaggio architettonico, che sviluppino facoltà percettive e creative, attuato attraverso l'esercizio continuativo e ritmico di due esperienze artistiche pratiche come il Disegno di Forme e l'Euritmia; dall'altra è intrecciato e finalizzato a uno sbocco progettuale finale di un oggetto edilizio specifico previsto nell'anno di attività successivo 2017/18.

Un momento saliente centrale, che ha valenza sia formativa che ispirativa, è lo studio approfondito delle forme del Primo Goetheanum di Rudolf Steiner dal punto di vista strettamente architettonico progettuale e spaziale.

L'articolazione del corso, impostato su nove incontri nell'arco dell'anno, è quindi costituita da sei incontri di studio ed esercitazione ritmica e formazione delle facoltà percettive e creative (dei quali uno specifico sullo studio del Primo Goetheanum), intervallati ritmicamente da tre incontri dedicati a studiare e approfondire progetti concreti di maestri dell'architettura organica vivente. Questi ultimi saranno preceduti,nell'incontro del mese precedente, da un momento chiamato "Incontro col progettista", dove saranno ospitati architetti italiani operanti nel campo dell'Architettura Organica Vivente con i quali si potrà impostare una discussione libera sugli aspetti della progettazione a tutto tondo.

Il Corso di Approfondimento è riservato a coloro che hanno già frequentato il Corso Introduttivo negli anni precedenti e che siano quindi

adeguatamente formati sui fondamenti di Architettura  Organica Vivente.


 

Gli incontri si tengono di sabato, con orario 10.00-18.00 (pausa pranzo 13.00-14.30)

1.     Sabato 8 ottobre 2016                   Formazione facoltà percettive e creative I

2.     Sabato 5 novembre 2016             Formazione facoltà percettive e creative II

3.     Sabato 10 dicembre 2016             Approfondimento della progettazione I

4.     Sabato 21 gennaio 2017               Formazione facoltà percettive e creative III

5.     Sabato 4 febbraio 2017                 Formazione facoltà percettive e creative IV

6.     Sabato 4 marzo 2017                     Approfondimento della progettazione II

7.     Sabato 8 aprile 2017                      Formazione facoltà percettive e creative V


8.     Sabato 6 maggio 2017                  Formazione facoltà percettive e creative VI - Focus sul Primo Goetheanum

9.     Sabato 3 giugno 2017                    Approfondimento della progettazione III

 

Il corso è in fase di accreditamento per 15 crediti formativi presso l'ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trento.

in collaborazione con Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trento                                                                                   

in collaborazione con l'Associazione Rudolf Steiner per la Pedagogia di Rovereto (Tn)

 

 

associazione culturale

ARSLINEANDI

scarica il volantino del corso

per informazioni e iscrizioni: arslineandi@gmail.com

 
programma Milano 2016-2017 Stampa E-mail

GRUPPO DI MILANO per l’ARCHITETTURA ORGANICA VIVENTE

PROGRAMMA DI ATTIVITÀ  ANNO 2016-2017

 scarica il volantino con il programma  

Nelle vicissitudini della nostra società un evento purtroppo ricorrente che colpisce profondamente a vari livelli è il ripetersi di catastrofi naturali come terremoti, alluvioni, incendi, tornado, eruzioni vulcaniche, e tutto ciò che è provocato dalle potenti manifestazioni delle forze della Natura.

In Italia soprattutto i terremoti si verificano con frequenza causando terribili distruzioni e lutti. Anche il recente terremoto che ha colpito le province di Rieti, Macerata e Ascoli Piceno, ha provocato molte vittime umane e distruzione o grave danneggiamento del patrimonio edilizio. In questo contesto si sollevano sempre grossi interrogativi e accuse sull’adeguatezza delle strutture edilizie, sulla vetustà dei fabbricati, sulla colpa di edificazioni anche recenti ma non corrette e inadeguate a fronteggiare la violenza delle onde telluriche, se non addirittura sul dolo di interventi fraudolenti.

Lasciando da parte, qui, i meccanismi legati agli interessi politici, o economici, o della cosiddetta informazione che spingono a trovare specifici colpevoli in un evento naturale di portata incommensurabile; non addentrandoci nemmeno in considerazioni di tipo scientifico spirituale relative alle motivazioni profonde di eventi naturali così possenti e fatali, inserite in un quadro cosmico spirituale, come anche sulle conseguenze che riguardano il destino e il karma dei singoli esseri umani coinvolti in tali catastrofi, posiamo qui fare una singola considerazione che riguarda strettamente l’aspetto edilizio architettonico del fenomeno.

All’indomani dell’evento distruttivo sorgono subito due posizioni contrapposte: ricostruire “dov’era e com’era”, oppure abbandonare le rovine e le macerie e ricostruire altrove, in modo nuovo e completamente diverso. I due partiti sono ovviamente inconciliabili. A favore del secondo stanno motivazioni tecniche, di sicurezza ed economiche che esigono una edificazione efficiente e aggiornata a tutte le esigenze e le prestazioni attuali (strutturali, impiantistiche, energetiche, ecc.). A favore del primo, che è il partito abbracciato prevalentemente dalla gente del posto, dalla popolazione locale autoctona, soprattutto dagli anziani che sono legati ai loro muri storici, stanno motivazioni affettive, estetiche, ambientali, tradizionali. Non stupisce infatti che la gente comune abbia in antipatia  la nuova edilizia, che sebbene tecnicamente preferibile, non ha nemmeno lontanamente quella qualità di accoglienza, di “calore”, di armonia che spesso vecchie costruzioni, anche semplici ma dettate da antica saggezza, conservano ancora. E così si fronteggiano due tendenze opposte, apparentemente alternative l’una all’altra.

In passato quando non si aveva a disposizione una tecnologia edilizia evoluta ed efficiente come quella di oggi, si accettavano queste calamità come inevitabili e la concezione religiosa del tempo inseriva i lutti e le catastrofi come un naturale intervento del mondo spirituale, motivato dalle sue leggi imperscrutabili, ma sagge e stringenti. Però le distruzioni del preesistente erano anche un’occasione di rinnovamento delle architetture del passato: incendi di antiche basiliche o di interi quartieri abitativi, distruzioni per terremoto di intere città (per esempio la Lisbona del XVIII secolo) venivano ad essere lo spunto per introdurre nuove concezioni, nuove strutture, nuove edificazioni, nuovi stili, facendo leva su una vitalità artistica e una fantasia progettuale, su un’ispirazione ancora presente e di natura spirituale dei progettisti e dei committenti.

Oggi tutto questo non c’è più: la coscienza storicistica del nostro tempo impone la conservazione più rigorosa e pignola di ogni antica pietra, a prescindere dal suo valore intrinseco. Soprattutto in Italia, dove la scienza e la cultura del restauro sono oggettivamente di altissimo livello, questa impostazione conservazionistica e protezionistica raggiunge però spesso estremi parossistici e irrazionali, viscerali persino. L’Italia è un Paese vecchio e non sa rinnovarsi se non abbandonandosi spesso a interventi edilizi commerciali e speculativi che contribuiscono a compromettere la qualità del paesaggio e del panorama cittadino. Allora arrivano le catastrofi naturali a imporre l’inevitabile rinnovamento.

 Noi qui siamo a ripetere ancora che una nuova cultura architettonica è invece possibile, diversa sia dalla conservazione maniacale o dalla imitazione passiva dell’antico, sia dal tecnicismo efficientistico e meccanicistico dell’edilizia moderna, sostanzialmente dimentica ed ostile alla misura umana. Questa nuova cultura, rappresentata dall’architettura organica vivente, risponde positivamente all’esigenza della dimensione umana e umanistica del costruire e dell’abitare, perché ha come suo fondamento la Scienza dello spirito antroposofica, la conoscenza integrata profonda e vivente dell’essere umano, visto come entità triplice di corpo anima e spirito; acquisisce inoltre tra le sue corde progettuali i nuovi e necessari strumenti tecnici e tecnologici dell’edificare moderno, mettendoli al servizio però, attraverso l’elaborazione artistica e goetheanistica, delle soluzioni di un’immagine dell’architettura che rispetta e favorisce l’uomo, il suo sano e responsabile rapporto con la Natura e con il Pianeta, con il Cosmo.

 L’attività del Gruppo di Milano per l’Architettura Organica Vivente è sempre stata indirizzata ad approfondire i vari aspetti di questa architettura da più punti di vista, inserendola in un ambito spirituale più ampio e integrato nelle dinamiche culturali, civili e sociali del tempo. Anche il programma di quest’anno, con le proposte di storia dell’arte e di letteratura, con le attività artistiche di euritmia e di disegno di forme, con gli approfondimenti sul tema dell’estetica e sull’architettura del Primo Goetheanum di Rudolf Steiner, è improntato a questo scopo, offrendo non solo specifiche esperienze legate direttamente alle competenze dell’architetto, ma anche alla sua formazione più ampia e completa di individuo inserito nel contesto evolutivo della nostra epoca.

Auguriamo a tutti un buon anno di lavoro.

Gli incontri si tengono nella sede della Fondazione Antroposofica Milanese, via privata Vasto n.4, Milano, tel. 02 659 55 58

ad eccezione dell’incontro del 19 novembre 2016, che si terrà presso il Centro Artemedica, via Angera n.3 – angolo via Belgirate, Milano, tel. 02 67 11 621  

 

Per informazioni:
arch. Stefano Andi, via Pergolesi, 26 – 20124 Milano
tel/fax   02 39 444 639            02 366 31 737           328 351 53 39       Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 

 

 

 

 

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

Sabato

15 ottobre 2016

Apertura dell’anno di attività

Tema di ricerca – L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale

L’Anima Italiana nella Letteratura e nella poesia – I 

a cura di Leila Colombo

Tema di approfondimento: Le forze plasmatrici eteriche

Disegno di forme – I sigilli di Rudolf Steiner – I

a cura di Walter Gervasi e Stefano Andi

 

 

 

Sabato

19 novembre

2016

 

Tema di ricerca – L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale

L’Anima Italiana nella Letteratura e nella poesia – II

a cura di Leila Colombo

Tema di approfondimento: Le forze plasmatrici eteriche

Disegno di forme – I sigilli di Rudolf Steiner – II

a cura di Walter Gervasi e Stefano Andi

 

 

 

Sabato

17 dicembre 2016

Esercitazioni artistiche: Le forze plasmatrici eteriche – Euritmia – Preludio vocalico

a cura di Claudia Chiodi

Tema di ricerca – L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale

L’Anima Italiana nella Letteratura e nella poesia – III

a cura di Leila Colombo

Tema di approfondimento: Le forze plasmatrici eteriche

Disegno di forme – I sigilli di Rudolf Steiner – III

a cura di Walter Gervasi e Stefano Andi

 

 

 

Sabato

14 gennaio

2017

Tema di ricerca – L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale

L’Anima Italiana nella Letteratura e nella poesia – III

a cura di Leila Colombo

Esercitazioni artistiche: Le forze plasmatrici eteriche

Euritmia – Le forze dello Zodiaco e le forme eteriche consonanti – I

a cura di Claudia Chiodi

Tema di approfondimento: Le forze plasmatrici eteriche

Disegno di forme – I sigilli di Rudolf Steiner – IV

a cura di Walter Gervasi e Stefano Andi

 

 

 

Sabato

18 febbraio

2017

Esercitazioni artistiche: Le forze plasmatrici eteriche

Euritmia – Le forze dello Zodiaco e le forme eteriche consonanti – II

a cura di Claudia Chiodi

Tema dell’anno – L’impulso organico vivente in architettura: Il primo Goetheanum

Le forme dei capitelli della piccola cupola – I

a cura di Pino Bonfanti

 

 

 

Sabato

18 marzo

2017

Tema di approfondimento: Il problema dell’estetica

a cura di Alberto Cavanna

Tema dell’anno – L’impulso organico vivente in architettura: Il primo Goetheanum

Le forme dei capitelli della piccola cupola – II

a cura di Pino Bonfanti

 

 

 

Sabato

22 aprile

2017

Esercitazioni artistiche: Le forze plasmatrici eteriche

Euritmia – Le forze dello Zodiaco e le forme eteriche consonanti – III

a cura di Claudia Chiodi

Tema di ricerca – L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale

L’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura. L’epoca moderna o dell’anima cosciente. Il Cinquecento e le origini della modernità – I

a cura di Stefano Andi

 

 

 

Sabato

20 maggio

2017

Esercitazioni artistiche: Le forze plasmatrici eteriche

Euritmia – Le forze dello Zodiaco e le forme eteriche consonanti – IV

a cura di Claudia Chiodi

Tema di ricerca – L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale

L’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura. L’epoca moderna o dell’anima cosciente. Il Cinquecento e le origini della modernità – II

a cura di Stefano Andi

 

 

 

Sabato

17 giugno

2017

Convegno monografico su un tema da definire, con conferenze, laboratori artistici e gruppi di discussione con esperti esterni

sede, costi e condizioni di partecipazione saranno comunicati appena possibile

 

 

 
seminario estivo a Dornach Stampa E-mail
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La sezione di arti figurative del Goetheanum organizza un seminario estivo a Dornach, dal 18 al 22 luglio, dal titolo

SULL’AZIONE MORALE NELL’ARTE E NELL’ARCHITETTURA

Le forze eteriche e il processo creativo come ponte tra spirito e materia

Condotto da Johannes Schuster 

Nell’arte e nell’architettura ci sono innumerevoli punti di partenza e direzioni. Raramente si parla però di “azione morale”. Per Rudolf Steiner però in questa sta proprio il grande compito dell’arte e dell’architettura.

“… quando le idee che conducono a tali opere d’arte troveranno seguaci, allora gli uomini che entreranno per le porte di tali opere d’arte, che si lasceranno impressionare da quanto da esse parla, che avranno imparato ad intendere il loro linguaggio con il cuore non solo con l’intelletto, non faranno mai del male al loro prossimo, perché dalle forme artistiche avranno appreso l’amore, avranno imparato a vivere in armonia e in pace con i loro simili. Da queste forme si infonderà nei cuori pace ed armonia; questi edifici ne saranno i promulgatori. (…) La vera redenzione dal male consisterà nel futuro, per le anime umane, nel fluido spirituale che la vera arte trasmetterà ad esse e nei cuori degli uomini (…). L’elemento architettonico comincerà a parlare, parlerà un linguaggio che gli uomini di oggi non possono neppure presentire.” (Rudolf Steiner: “Verso un nuovo stile architettonico”, conf. del 17.6.1914)

In questo seminario muoviamo dal fatto che l’”azione morale” di cui parla Rudolf Steiner, ha a che fare con l’esperienza del “Bello universale”. Perché la maggior parte degli uomini trova la Natura universalmente bella, se a proposito dell’opera dell’uomo, invece, i pareri si dividono in modo così netto? Eppure ci sono opere artistiche, i cosiddetti “grandi capolavori” dell’arte, che vengono ritenuti belli dalla maggioranza degli uomini. Perché?

Noi pensiamo che ciò è legato al rapporto con lo Spirituale. La natura è sempre animata e compenetrata da forze animiche ed eteriche. Le opere dell’uomo in generale non lo sono, ad eccezione delle grandi opere d’arte che sono in grado di toccarci nel profondo.

Quando sono in una cattedrale o mi rivolgo all’Ave Verum di Mozart o alla Passione di San Giovanni di Bach, in me viene fatto appello a qualcosa di superiore, di profondamente umano, che in quel momento mi rende un uomo “migliore”.

Come portiamo, come artisti ed architetti, un tale “fluido spirituale” nelle nostre creazioni? Come solleviamo il principio puramente meccanico, utilitario e funzionale a un livello superiore? Dove sta il ponte artistico tra spirito e materia, tra ispirazione ed esecuzione, tra sopra e sotto?

CONTENUTI

In questo seminario estivo attraverso osservazioni ed esercitazioni pratiche cerchiamo un collegamento con le domande sopra espresse. In questo si presentano due vie, da percorrere entrambe contemporaneamente, ed entrambe sono importanti. Una porta “dall’alto in basso”, l’altra “dal basso in alto”. Una questione ha a che fare con il “linguaggio delle forme”, attraverso il quale un’idea artistica oppure un’ispirazione si può realizzare. L’altra si interroga sull’ispirazione e sulla natura del processo stesso, attraverso il quale un contenuto spirituale si manifesta in forma fisica. Linguaggio formale e processo creativo come ponte artistico tra spirito e materia.

Il seminario dell’autunno scorso (2015) si era occupato soprattutto del linguaggio formale dei 4 Elementi e dei 4 Eteri, che noi possiamo rinvenire nelle forme della Natura.

In questo seminario estivo torneremo brevemente al linguaggio formale dei 4 Eteri, per occuparci poi della domanda sul processo creativo universale, spirituale. In questo contesto ci interesserà soprattutto il grande processo macrocosmico dell’evoluzione della Terra e come tali processi si rispecchiano in Natura, nell’ambito quotidiano e del creare artistico.

CONDUZIONE  DEL SEMINARIO

Johannes Schuster guiderà il seminario. E’ stato uno dei fondatori e per molti anni insegnante della Scuola Waldorf di Little Yarra Steiner School vicino a Melbourne, Australia. Nel suo ruolo di insegnante scolastico ha sviluppato sulla base della pedagogia Waldorf un progetto architettonico per la Little Yarra Steiner School. Nel frattempo Johannes Schuster è attivo a livello internazionale come consulente per la progettazione e lo sviluppo di scuole Waldorf e guida seminari sul linguaggio delle forme delle forze eteriche e sull’azione morale del Bello universale nell’arte e in architettura.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

COSTI

- CHF 200,00 (riduzione *: CHF 140), esclusi vitto e alloggio.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Sezione di Arti Figurative al Goetheanum

Direzione: Marianne Schubert

Ruttiweg 45 – CH 4143 Dornach

Tel. +41 (0)617064137

E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

www.goethenaum.org

Si prega di fare l’iscrizione entro il 3 luglio 2016 inviandola a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

(Per i colloqui in gruppi non è richiesta l’iscrizione).


SCARICA IL VOLANTINO E IL PROGRAMMA (IN ITALIANO)

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Arte e Scienza - Discipline per il S├ę e per il suo superamento Stampa E-mail

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 Alla considerazione di un osservatore un po’ meno che superficiale non può sfuggire il disordine culturale, la decadenza e la vuotezza di molti dei valori attuali dell’uomo, che fino a qualche tempo fa avevano una loro forza intrinseca per costituire tessuto sociale.

I fenomeni naturali non hanno più il ritmo conosciuto, quelli culturali presentano un rapporto con forze che nulla hanno di umano  in senso tradizionale e neppure in senso nuovo, ma che invece hanno una enorme forza per imporsi e trasformare l’uomo in un simil-uomo.

I fenomeni sociali per contro, malgrado la ripetizione quasi ossessiva delle parole d’ordine “solidarietà tra gli uomini”, “rispetto dei diritti dell’uomo” e tante altre ancora, invocate, come antidoto all’estraneazione dai valori umani reali, da coloro che creano pensiero sociale, non trovano realizzazione concreta nel tessuto sociale stesso, perché la consapevolezza dell’uomo circa l’esistenza di una figura unitaria  dell’uomo non riceve nessuna cura e attenzione. Essa viene puntata primariamente sul soddisfacimento dei bisogni del corpo fisico umano, al quale viene allegata anche una psiche; la coscienza umana però non riconosce esistenza alla figura dell’anima umana e nemmeno a quella dello spirito umano. Solo il riconoscimento di tali figure agenti e reali permetterebbero all’uomo di trovare un nuovo rapporto con il divino-spirituale, che in altri tempi era appannaggio delle religioni.

La figura dell’uomo nel mondo odierno è, nella sua struttura, monca e confusa. 

Al corpo umano, cioè a una parte dell’intero umano, viene assegnato durante la vita il ruolo di totalità, la sua destinazione però è di sparire con la morte.

La Scienza Antroposofica di Rudolf Steiner, invece, assegna all’uomo in modo scientifico una struttura molto più vasta e complessa, tale da permettergli una  relazione conoscente con i tre mondi della natura, minerale, vegetale e animale, con sé stesso in quanto Io e con il mondo spirituale.

Attraverso questa strutturazione l’uomo, conoscendo, può ritornare a sé stesso, può superare l’estraniamento da sé stesso che lo affligge, costretto com’è tra i poli dell’animale e della macchina

Essa gli permette di addentrarsi nei temi di nascita e di morte, senza dipendere necessariamente dalle conoscenze né delle scienze attuali, né delle religioni .

La scienza attuale della natura che, così come si è sviluppata, si è assunta il compito  di spiegare tutti i fenomeni della vita e del mondo imponendo, di fatto, la sua verità come unica, non prende in considerazione le due importantissime domande umane,  unicamente umane, di nascita e di morte. Questi temi, questi pensieri, tuttavia, sono presenti, in modo forse non sempre cosciente, in ciascun uomo, ma ci sono e creano disagio e angoscia nell’anima umana. La ricerca da parte dell’uomo occidentale della saggezza antica in altre civiltà, in altre culture, riti e religioni, in cui rifugiarsi dopo la morte o durante la vita, esprime fondamentalmente questo disagio. La cultura occidentale, così come oggi viene impostata e imposta dal pensiero scientifico e culturale, non porta in sé valide risposte circa nascita e morte dell’uomo.      

Egli deve inoltre affrontare una nuova realtà, quella virtuale, ultimo prodotto del pensiero scientifico materialistico che, con il suo pensiero morto, opera con forze sub-naturali prive di vita, quindi a esso affini, ma  contrarie alla vita dell’uomo nella sua totalità.

Solamente con una nuova comprensione del suo sistema neuro-sensoriale, con la conoscenza  di un nuovo pensare e del rapporto reciproco che intercorre tra di essi,  può iniziare un percorso di ritorno a sé stesso, alla natura, e al mondo divino-spirituale, quali mete concrete, capaci di dare senso alla sua vita sulla terra e quindi anche alla sua morte.

Per iniziare un percorso verso queste mete, Rudolf Steiner ha inviato nel mondo, tramite la sua opera, tanto salvifica quanto misconosciuta, disconosciuta e avversata dal mondo della scienza e non solo, un cammino di conoscenza e arte.

Tra i testi fondamentali, uno riveste un’importanza speciale. Il suo titolo è

 

“Filosofia della Libertà

Tratti fondamentali di una moderna visione del mondo

Risultati di osservazione animica secondo il metodo scientifico–naturale .”

 

 Malgrado il titolo questo non è un libro di filosofia.

 Per il suo metodo di studio  occorre porre l’attenzione sull’ultima riga:

Risultati di osservazione animica secondo il metodo scientifico–naturale.” 

L’addestramento allo sviluppo dell’osservazione animica permette, al discepolo che lo pratica, il superamento dell’attuale forma intellettuale, produttrice di pensiero morto, gli permette di partecipare a una nuova comprensione e configurazione della realtà che lo circonda e di afferrarsi come essere spirituale.

Qui giace la sua grande novità e da qui diparte la possibilità che l’uomo produca  nuovo modo di pensare, nuovo modo di sentire e nuovo modo di volere.

Questo percorso non va disgiunto da quello artistico. Arte e conoscenza, realizzati fattivamente, fecondano l’interiorità dell’uomo e le sue opere. Essi conquistano nuovi strumenti di comprensione della realtà, eliminando dalla coscienza umana sia l’illusionistica realtà virtuale, che oggi viene costruita e proposta all’uomo con incredibile violenza, sia il tradizionale modo di intendere la realtà, con cui l’uomo ha vissuto fino ad ora.

L’arte che qui, in questa proposta di studio ed esercitazione artistica viene presa in considerazione, è la pittura (ma qualsiasi delle sette arti può svolgere questo ruolo). Essa scaturisce dalla teoria del colore di Rudolf Steiner e anche da quella di Goethe. Queste due teorie intendono l’essere dell’uomo in modo simile: ambedue negli ambiti a loro propri ricostituiscono e restituiscono all’uomo la possibilità di edificare un ponte autentico e vero tra interiore e esteriore umano.

Il lavoro conoscitivo-artistico qui proposto non è facile.

Esso non ha finalità di formazione professionale,  è unicamente rivolto alla creazione di strumenti di auto-educazione per chi lo esercita; non rilascia diplomi.

Il tempo per questo lavoro è quello che ognuno si dà, poiché la realizzazione di una nuova struttura della coscienza umana, tramite auto-educazione, ha tempi imprevedibili e individuali.

Esso può dare un nuovo senso alla vita  per l’uomo “che esce dal mercato del lavoro per limiti di età”, che non fa più parte delle “risorse umane” di un’azienda e che si ritrova a essere semplicemente un uomo, con un cammino di vita che va verso l’esperienza della morte, ma può fornire strumenti anche al giovane che inizia il cammino di vita e all’adulto “produttivo”, perché possa  resistere sensatamente alla  demenziale vita attuale, in cui suo malgrado viene a trovarsi .

É senz’altro accessibile a chiunque, purché intuisca la necessità di un’evoluzione, di sé come individuo-uomo e dell’umanità, non nel senso della macchina, ma come essere che vuole sviluppare la propria anima e il proprio spirito umano e partecipare alla costruzione di una nuova civilizzazione umana degna di tale nome.

E’ ferma convinzione di chi scrive che questa proposta trova senso e divenire nella Scienza dello Spirito Antroposofica di Rudolf Steiner.

Chi avesse reale interesse per questa impresa, può procedere per contatto telefonico  a questo numero:  328 64 30 359.

Non c’è un programma prestabilito. Esso risulterà dall’incontro.

 

Milano 2016                                                                               Claudia Nardon

 

 
Intervento dell'arch. Stefano Andi a Torino Stampa E-mail

Da sempre natura e arte comunicano bellezza. Affinando le proprie capacità di osservazione, l’uomo può comprendere meglio il loro linguaggio universale, traendone forze vitali da impiegare in percorsi di guarigione.

Vivere e percepire l’ambiente costruito: l’architettura organica vivente come base concreta per la promozione della salute.

Intervento dell’arch. Stefano Andi alle ore 17:30

al 3° Convegno:

Arte del curare

arte dell’osservare

Domenica 22 Maggio 2016

presso

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Palazzo della Luce

Via Bertola, 40 - Torino

(Ingresso da via Stampatori, 18)

 

Qui il volantino con  il programma completo

 
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